​​Bohemiare

"What's your cocktail? IV IgG" 

Artist Francesca Owens

​Visione: Un mondo dove l’utilizzo dell’arte guarisce & unisce

Missione:

Bohemiare sviluppa legami accessibili tra persone & Il mondo no-profit

potenziando la comunicazione attraverso la narrazione artistica, Storytelling Art 


Francesca Owens Biografia

Nata Nel Bronx nel 1962, Francesca Owens è cresciuta a nord di NYC, nel Westchester, New York. Ha iniziato la sua carriera artistica in Denver, CO, studiando sotto la guida dei maestri acquarellisti Victor Martinez e Stephen Quiller, affinando la sua singolare visione presso la Metropolitan State University. L’amore della Owens per la teoria dei colori, nell’utilizzo di vividi colori vibranti che evocano emozioni primordiali, influenza il suo approccio semi-astratto nella pittura ad acquerello. Durante il suo percorso artistico, il suo coraggioso uso provocatorio dei colori evolve in World Wildlife Fund e Save The Tiger con mostre e una collaborazione a tutela delle tigri a rischio estinzione. Il 2006 porta un cambiamento cruciale sullo stile di vita e l’arte di Francesca Owens, un cambiamento che ha re-indirizzato il suo lavoro focalizzandolo alla sua stessa sopravvivenza, dopo aver dovuto affrontare la fase critica della sua malattia. Dieci anni di multipli interventi cardiaci, ai quali è sopravvissuta con terapie endovenose a cadenza mensile, ma ciò nonostante, ha continuato a spingersi oltre i limiti, con un tipo di arte unico nel suo genere, installazioni in cui mischia media e materiali. Più recentemente, dovendo affrontare un riposo forzato per motivi di salute, Owens scopre una spy story basata su fatti reali della CIA, accaduti durante la guerra fredda e che lei successivamente converte in un installazione denominata ArtChivio. Francesca Owens rifiuta le limitazioni dovute alla sua malattia, ma al contrario ha utilizzato la sua malattia per sviluppare un’analisi e una convinzione profonda che l’arte dovrebbe promuovere un punto di incontro su di una piattaforma sociale. Francesca Owens ha esibito i suoi lavori in mostre personali attraverso il Midwest degli USA e in Italia.



Bohemiare offre arte a sostegno di molte associazioni no-profit, che riescono così a raggiungere meglio il loro obbiettivo, riuscendo a integrare mostre d’arte con altre attività nei loro eventi. L’efficacia della narrazione artistica, più comunemente definita Storytelling, aiuta a costruire una cultura comune all’interno di eventi che incrementano l’adesione e favoriscono il dialogo tra i partecipanti, promuove al contempo la comprensione e la tolleranza, sostenendo importanti problemi sociali. Le organizzazioni no-profit propongono eventi benefici ed educativi per divulgare quelli che sono i problemi sociali quali la salute, la sensibilizzazione culturale, la protezione dell’ambiente, i diritti umani, e altri temi che afferiscono alla qualità della vita. Gli eventi possono includere attività di beneficienza, si svolgono in varie modalità, partendo da seminari educativi, attività ricreative e presentazioni multimediali, attraverso discussioni, dibattiti, fino agli interventi di celebrità, e 

​​​​Operation Norcia 2016
"Quando si soffre, entriamo in un gruppo privilegiato del genere umano. Ciò che facciamo in seguito ci definisce."
I terremoti letali del 24 agosto hanno permesso ai lungimiranti norcini di fare una scelta dura: "rinunciare alle comodità". Lasciando volontariamente le loro case per la notte, trovando rifugi alternativi, si sono spostati in tende blu, in camper sparpagliati nei piazzali o in alloggi più sicuri di amici o famigliari a loro vicini.

Con l'avvicinarsi rapido del freddo invernale hanno dormito all'agghiaccio per oltre 2 mesi. Ogni mattina tornavano alla loro vita quotidiana. Hanno continuato a vivere occupandosi dei loro animali, preparando i loro pasti e svolgendo le faccende giornaliere. Questa scelta ha protetto i norcini dalla perdita di vite umane il 30 ottobre 2016, quando un terremoto di magnitudo 6.6 ha colpito la loro città, alle 7,40 del mattino, sollevando una nube di polvere visibile a chilometri di distanza.
Dopo tale tragedia, la mia prima visita a Norcia ha avuto lo scopo di aiutare il rifornimento di sussistenza per i locali bisognosi, sotto la guida della famiglia Calderini. I rifornimenti donati venivano consegnati e scaricati in un deposito.
Le amate mura di Norcia erano cadute; grandi pile di sabbia e rocce giacevano ancora come un'enorme fila di cumuli di briciole. Il centro storico era ora una zona rossa "off-limits", una città fantasma dove solo i vigili del fuoco e gli addetti ai lavori per l'emergenza potevano accedere.
Come partimmo per rientrare, mi rimase in mente uno stupore visivo. Ritornarono alla mia memoria i  colori primaverili dell'ultima fioritura di Castelluccio di Norcia: è qui che la mia opera di ricostruzione ha avuto inizio.
Ho ricoperto e decorato una sedia abbandonata come un seggio (o trono vescovile) con del cuoio blu pervinca delineando una frattura diagonale, volta a significare quella generata dal terremoto; dalla base di tale spacco spuntano fuori e sbocciano dei fiori in pizzo.
Il tavolo da lavoro duramente provato diviene adorno di margherite e papaveri. Un cesto per le uova su di uno sgabello, un morso da bestiame ed un giogo rappresentano l'economia di base rurale di questa terra, agricoltura ed allevamento. Infine il loro prodotto unico, la lenticchia di Castelluccio di Norcia protetta da marchio IGP (indicazione geografica protetta).
Il comandante dei vigili urbani di Norcia Mario Bianchi ha approvato la mia visita nella zona rossa. Sono stata guidata da Andrea Tritella, vigile del fuoco e video reporter per il Ministero dell'Interno insieme a pochi altri vigili del fuoco locali.
OPERAZIONE NORCIA è una combinazione di fotografie accompagnate da mobilio rianimato dal colore "fioritura" e un segmento delle mura di Norcia ricostruite usando la vera sabbia proveniente dalla città distrutta.
Questa installazione va a rappresentare la forza dei norcini ricordandoci che siamo tutti parte di questo gruppo privilegiato, ci definiamo per ciò che facciamo a fronte di tale consapevolezza.

SPOLETO FILES: arte moderna, musica e Guerra Fredda
Francesca Owens ci spiega: - Il Paese della Cuccagna(The Land Of Cockaigne) era un posto magnifico a Spoleto, ricordato per molte decadi come luogo di benessere e di piacere alla portata di tutti.”  Questa è la premessa a “L'albero della Cuccagna” di Francesca che racchiude gli ultimi 66 anni circa di storia mondiale, messa in scena dal vivo nel palcoscenico della vita a Spoleto.
La sua ricerca comincia nel 2011 e continua tuttora. Dal 2011 al 2013 era spesso costretta a casa in attesa del suo secondo intervento chirurgico al cuore e questo progetto divenne l'escamotage per superare questo momento di sofferenza. L'impulso per l'intero progetto lo ebbe dopo aver letto un annuncio online del concorso “Il Festival Siamo Noi”. Dapprima non aveva capito che tale concorso era per gli studenti delle scuole dell'Umbria, ma, in quanto amante dell'arte, decise di partecipare e accogliere la sfida. Non aveva idea alcuna di dove tale progetto l'avrebbe condotta e che le avrebbe impegnato i prossimi cinque anni a risolvere tutti gli indizi, in cui si sarebbe presto imbattuta.
“Il Festival Siamo Noi” fu un'iniziativa del 2012 in merito al 50° anniversario dell'evento “Sculture nella Città 1962” curato da Giovanni Carandente: il libro dello stesso curatore in merito a questa esposizione fu il punto di partenza più logico.
Sin dalla prima pagina Carandente pone in essere delle “indagini” facendosi diverse domande: perché mai, dopo più di quarant'anni, non riuscì a reperire l'articolo del “The Time Magazine” scritto da William McHale? Egli afferma che fu rimosso dalla linea temporale della storia mondiale e di nuovo chiede a se stesso: perché?
L'ultimo articolo di McHale fu proprio quello su Spoleto; morì soltanto tre mesi dopo nel noto incidente aereo in seguito messo sotto inchiesta come il “Caso Mattei”, l'assassinio di Enrico Mattei.
Tali affermazioni di Carandente stimolarono personalmente Francesca ad imparare la consultazione e l'uso di un archivio. Come sua prima esperienza di ricerca, fu invitata ad una visita personale all'archivio storico della società ENI a Pomezia(RM). Lo staff dell'ENI le insegnò come usare l'archivio e come consultarlo proficuamente. Ciò la condusse di nuovo qui a Spoleto, all'archivio di Giovanni Carandente. Da questi due archivi originari ha perseguito nella sua ricerca lungo l'arco di questi ultimi cinque anni, in cui ha sottoscritto oltre 30 contratti di privacy con più di 50 diversi archivi in 4 differenti paesi.
I documenti raccolti ridefiniscono con precisione una prospettiva storica diversa che identifica il ruolo specifico di Spoleto durante il periodo più sensibile della Guerra Fredda: anni particolari che ci guidano attraverso eventi quali l'innalzamento del muro di Berlino, l'assassinio di Enrico Mattei e del presidente degli USA J.F. Kennedy.
Francesca stessa ha ripercorso le tappe di questa ricerca recandosi di persona in ben quattro differenti paesi: da Roma a Milano per l'Italia, da New York City al Colorado e a Santa Fe, nel Nuovo Messico, per gli USA, a Parigi in Francia e a Berlino in Germania. In questa “avventura” si è recata presso gli edifici e siti strategici dove tutto ciò accadde cercando anche indizi dopo più di cinquant'anni. In merito alla sua ricerca via “e-mail” sono state aggiunti paesi come Inghilterra e Scozia.
Ha consultato necrologi, date di nascita, di morte, matrimoni e servizi militari e poi testate internazionali di riviste, giornali, volantini, opuscoli e libri. Quando ha trovato disponibili dei documenti originali, li ha acquistati includendoli nella raccolta, molti dei quali reperiti come oggetti lasciati ai mercati d'asta.
Ha raccolto inoltre molte testimonianze dirette anche per riordinare e chiarire le varianti e i dettagli delle storie, sebbene alcuni hanno preferito mantenere l'anonimato. Sono stati intervistati bibliotecari, curatori museali, guide turistiche, storici e anche semplici cittadini per avere una migliore chiarezza dei fatti. Sono state raccolte più di 1500 pagine ed un numero ancora in crescita di oltre 30 libri esaminati.
Ciò che era cominciato a maglia larga come di una tessitura di un macramè, è risultata essere una maglia fitta e stretta d'acciaio o meglio ancora piuttosto una trama più fitta di un pesante impermeabile: Spoleto è ricca di elementi storici sulla Guerra Fredda.
Gli oggetti per questa scultura sono stati acquistati e inviati da più di 10 paesi incluso l'Italia, ma non solo; piuttosto Francia, Polonia, USA, Giappone, Inghilterra, Russia, Ucraina, Cina e Germania.
Uno dei componenti preferiti dall'artista per questa scultura ed installazione sono delle vecchie corde usate e logore di un pianoforte: esse si presentano come delle zampette di ragno trattenendo ogni oggetto. Questi cavi metallici sono stati donati a Francesca da un restauratore di pianoforti della zona, l'idea invece di poterle usare è stata ispirata dall'artista Alexander Calder che usò tale materiale in alcune sue sculture.
Sono stati inseriti molti simboli e richiami particolari nella scultura: alcune poche parole in italiano( come “La Scala” per identificare una scalinata, richiamando il teatro sito a Milano), ma soprattutto dei richiami con parole in inglese come le “graffette(paperclips)” col simbolo del dollaro per richiamare l' “Operazione Paperclip” oppure un uccello che canta per richiamare l'”Operazione dell'uccello mimo( Operation Mockingbird)”. Poi sono stati usati dei sigari cubani con una famiglia di maialini per rappresentare la “Crisi dei missili di Cuba” e un modellino in miniatura di un aereo come quello dell'ultimo volo fatale di Enrico Mattei.
Quando Francesca ha avuto la possibilità di reperire autentici oggetti di antiquariato, non ha esitato ad inserirli nel composito: da un autentico tesserino di riconoscimento di un percussionista comunista russo del 1962, insieme a francobolli e spille di propaganda comunista della Russia sovietica del 1958, ad antichi binocoli da teatro provenienti da Parigi ed infine dei volantini della campagna politica di Rockefeller dei primi anni sessanta.
Altri pezzi invece sono stati ricostruiti a mano: dalla testa fatta di cavi di Giovanni Carandente liberamente ispirata all'opera di Alexander Calder alle miniature di bicchieri da cocktail, sempre  fatte a mano, posti su di un vassoio in bronzo e volti a rappresentare i cocktail party tenuti nel loggiato di Casa Menotti.
I documenti di pubblico dominio o reperiti senza contratto di privacy sono stati riprodotti e mostrati a sostegno di tale ricostruzione storica; tuttavia, senza approvazione scritta dell'archivio possessore originario, non possono essere mostrati in pubblico quei documenti d'archivio limitati da un contratto d'uso a tutela della privacy. In tal caso, per provare la veridicità dei fatti, vengono disposte delle concessioni professionali, per cui è possibile la consultazione dei documenti soltanto in ambito privato.
Francesca Owens è stata assistita nella realizzazione di questa scultura da Dino Castrica, uno degli assistenti saldatori di Arnaldo Pomodoro, e dalla mano creativa della sua figlia quindicenne Antonia Owens.

 Il mio Modigliani, Lautrec & Van Gogh Blues  

Approssimativamente cento opere, utilizzando tutti i tipi di tecniche e supporti… acquarelli, guazzo, acrilico, pelle, legno, oggetti finiti, riciclaggio di frammenti in collage. Ognuno di questi lavori, ha un titolo e uno stile di un artista del passato, molto noto o non, ma che durante la sua vita ha affrontato sofferenze ed eventi tragici che hanno segnato e consumato la sua vita. Esperienze personali, di membri della famiglia, di amati, vicini o se stessi, sofferenti di malattie croniche, esaurimento nervoso, malattie mentali, incidenti violenti, morte, genocidi, fame, zone di guerra... Eventi che hanno scolpito la loro vita, portato a creare arte, anche se lo stile non sempre è stato di impatto accattivante per le masse. Questa vibrante esposizione multi trama vi invita a riconoscere tra gli altri lo stile di: Modigliani, Lautrec, Van Gogh, Dali, Miller, Picasso, Pollock, Kahlo, Munch, von Hagen, Demuth, Matisse, Duchamp, Munch, Monet, Sher-gil, Rothko, O'Keefe, Kusama, Cassandre, de Goya, Chin, Claudel. Bacon, Johnson, Arosenius.


Bellezza della Bestia – Tigri fronteggiano l’estinzione Serie

di stampe incise a mano, carboncino e matita di Francesca Owens Utilizzo di colori brillanti, combinati con sobrie immagini in bianco e nero e accenni di sanguigna, una commovente e suggestiva comunicazione sul destino di questi animali, l’abilità della Owens crea una tensione dinamica, un connubio tra arte e realtà. Questa mostra ispirata all’ambiente ci insegna come le tigri selvagge stiano tornando. Lavorando con biologi, studiosi delle tigri selvagge, la Owens crea una serie di immagini che narrano la storia delle tigri che fronteggiano l’estinzione. Dopo aver conosciuto la campagna di ‘Save the Tiger Fond Org’ Contro il Traffico di Tigri, Francesca ha creato arte, che ha portato l’attenzione internazionale sui vari aspetti e rischi del commercio illegale che sono costretti a subire questi splendidi animali.


Quale è il tuo cocktail ? Istallazione IgG

Uno sguardo furtivo alla stanza dove più che altro non voglio andare, il reparto IV del nostro ospedale, dove i pazienti ematologici, con disturbi autoimmunitari e in chemioterapia trascorrono la loro vita. All’interno di questa stanza, i pazienti imparano a fare ad altri pazienti la domanda tabù: Quale è il tuo cocktail ? Essi rispondono dicendo quale sia il nome del farmaco che gli viene somministrato per via endovenosa, e dopo successivamente, iniziano lentamente a rivelare quale sia il loro disturbo … Encefalomielite Mialgica, cancro, CVID (Immunodeficienza comune variabile), disturbi autoimmunitari, emofilia, disfunzioni genetiche, eccetera. Questa inusuale istallazione vi porterà dentro questo mondo intimo e riservato..


agli spettacoli. Nonostante l’arte sia un eccellente strumento di comunicazione, le spese di viaggio e le tariffe professionali per prender parte alle mostre, sono solitamente un costo proibitivo per le associazioni no-profit. Così, Bohemiare ha cercato di realizzare qualcosa di nuovo per dare impulso alle no-profit: mostre d’arte estremamente accessibili che hanno costi minimi o sono gratuite. Attraverso l’impiego di solidi sostegni finanziarie, e stabilità, Bohemiare è in grado di trasferire le sue mostre anche a grandi distanze. Le mostre sono correntemente presentate attraverso gli Stati Uniti, ma anche in Umbria, regione del centro Italia dove si trova Spoleto, cittadina nota per il suo amore per l’arte.